Acireale, in breve
Acireale (in siciliano Aci Rigali - AFI: /ˌ(j)a.ʃɪ.ʐɪˈa.lɪ/ - o Aci; Jaci Riali o Jaci in dialetto siciliano orientale) è un comune italiano di 50 494 abitanti della città metropolitana di Catania in Sicilia. Città formatasi da piccole migrazioni dal territorio a sud, oggi l'impianto urbanistico è quello tipico delle città tardo-medievali della Sicilia. Vicina all'Etna, comprende nel suo territorio una serie di borghi marinari, ossia, da sud a nord, Capo Mulini, Santa Caterina, Santa Maria la Scala, Santa Tecla, Stazzo e Pozzillo.
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Il nome della città deriva dalla mitologia greca, in cui vi era posto per un personaggio chiamato Aci. Questi era un pastore di cui si innamorò la ninfa Galatea, di cui a sua volta era innamorato il ciclope Polifemo che schiacciò il rivale sotto un masso. Dal sangue del pastore nacque un fiume chiamato Akis dai Greci, prevalentemente sotterraneo. Il nome della città ha subito dunque una lenta evoluzione: diventò Jachium nel periodo Greco-bizantino, Al Yag con gli Arabi e Jaci con gli Spagnoli. Nel XIV secolo la città si stabilì nel territorio attuale (prima sorgeva nei pressi del castello di Aci, oggi Aci Castello) con il nome di Aquilia Vetere prima, e di Aquilia Nuova in seguito.
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Cattedrale di Acireale è dedicata a Maria Santissima Annunziata, ma è comunemente attribuita al culto di Santa Venera, la patrona. L'impianto originale risale al XV secolo ed è stato rimaneggiato nei secoli successivi. All'interno si trovano opere di Pietro Paolo Vasta, Antonio Filocamo, Giuseppe Sciuti, Francesco Patané, Vito D'Anna e Giacinto Platania. La Basilica dei Santi Pietro e Paolo fu costruita nel 1550 e ricostruita nel 1608. Ha un prospetto barocco, progettato da Vasta nel 1741. Il campanile è del XIX secolo; un secondo campanile, pur se progettato non venne mai realizzato. L'interno, a navata unica, fu ristrutturato dopo il terremoto del 1818.
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La città era cresciuta nella seconda metà del XIX secolo come "Città degli studi" in quanto vi era un patrimonio di diversi collegi e istituti di istruzione superiore che oggi, in assenza di un polo universitario, può considerarsi perduto. Ad Acireale vi sono diversi istituti di istruzione superiore di secondo grado, pubblici e privati, divisi tra licei, istituti tecnici e professionali, di cui si servono in gran parte anche gli studenti di comuni limitrofi. Fondata il 3 ottobre 1671, l'Accademia di scienze, lettere e belle arti degli Zelanti e dei Dafnici, fondata il 3 ottobre 1671 dal sacerdote Giuseppe Cavallaro (originariamente con il nome di "Accademia dei Zelanti"), detiene il primato assoluto di accademia più antica di tutta la Sicilia.
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La granita, ottimo alimento rinfrescante dall'afa estiva, ma consumata spesso anche in altri periodi dell'anno, ad Acireale è considerato quasi un rito. Nato probabilmente dalla tradizione dei «nevaroli» che dall'Etna trasportavano la neve sino in riva al mare, quando ancora non esisteva il frigorifero, in città l'invenzione della granita è attribuita a Francesco Procopio dei Coltelli, un ingegnoso trezzoto che con il café «le Procope» fece successo nella Parigi del XVII secolo. Generalmente viene servita nella sua ricetta di base al gusto di mandorla ed accompagnata da brioche o dal panino di frumento.
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Storicamente, Acireale rappresentò uno dei principali centri economici della Sicilia orientale. Il volano dell'economia acese in epoca rinascimentale e moderna fu l'istituzione della Fiera Franca di Santa Venera, le cui origini privilegiate, garantite dalle concessioni regie, richiamavano mercanti da diverse parti del Mediterraneo. Tali privilegi commerciali, uniti ai vantaggi derivanti dalla demanialità (la città fu più volte riacquistata dai propri cittadini per sfuggire al vassallaggio feudale), favorirono un massiccio afflusso di capitali e l'affermarsi di una solida borghesia mercantile.
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Il centro abitato sorge lungo la Riviera dei Ciclopi, nella Sicilia orientale, adagiato sulle pendici meridionali dell'Etna e affacciato sul mar Ionio, a un'altitudine media di 161 metri s.l.m. Il territorio comunale, che si estende per circa 40 km², si sviluppa principalmente su un altopiano di origine lavica. Questo è nettamente separato dalla linea di costa da un'imponente scarpata di faglia, nota come la Timpa, istituita come area protetta nel 1999. Dal punto di vista geologico, il costone della Timpa espone una successione stratigrafica eccezionale, mettendo a nudo antichi depositi vulcanici e formazioni sedimentarie risalenti al Pleistocene medio-superiore.
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