Mirabella Imbaccari, in breve
Mirabella Imbaccari (Mirabbeḍḍa o [i] Màcari in siciliano) è un comune italiano di 4 119 abitanti della città metropolitana di Catania in Sicilia.
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Il feudo Imbaccari nel periodo arabo si trovava nel vastissimo territorio di Manzil Khalīl o Malgâ Halīl o Abū Halīl (alla lettera "Quello di Abramo", letto come "Rifugio di Abramo") e il suo casale, Ambakarih (829) o Imakarah (834), faceva parte dei quindici casali che gravitavano attorno al borgo più importante di Iblātasah (che poteva costituire la variante araba del toponimo Ibla, o del latino Platea o Platia, che avrebbe originato il nome di Piazza Armerina), che sembra si trovasse nei pressi dell'odierna Villa Romana del Casale). Dopo la guerra contro i musulmani il feudo venne concesso dal conte Ruggero I d'Altavilla ai più valorosi combattenti lombardi, ma la popolazione rimase prevalentemente araba.
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La Chiesa Madre è dedicata alla Madonna delle Grazie, insigne monumento di architettura barocco-dialettale che s'innalza, fronteggiando il palazzo Biscari lungo la via Trigona, sulla piazza principale del paese. Vi si accede attraverso un'ampia scalinata. Il suo prospetto, a tre ordini architettonici, in stile barocco-siciliano, delineato da grandi lesene con basi e capitelli, è ornato di un grande ed artistico portale con fregio e timpano, di una finestra con statua di pietra della Madonna col Bambino, di un grande orologio civico, di un campanile a trifora, con archi a tutto sesto, e di un timpano terminale con croce ed acroterii. Fu costruita da Giacinto Paternò contemporaneamente alla costruzione del Palazzo e alle 60 case scaglionate lungo l'attuale via Trigona.
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È la festa patronale del paese che da sempre si svolge l'ultima Domenica di Agosto (da qualche anno si svolge la penultima Domenica per facilitare la presenza agli emigrati). La partecipazione popolare è plebiscitaria soprattutto durante la processione che si snoda attraverso le vie del paese. Caratteristiche sono le promesse con i ceri e le catene ai piedi. Oltre alla tradizionale cuccìa, il 12 e 13 dicembre si accende la Vampa (falò) in Piazza Vespri. In tale occasione, ormai da parecchi anni, si svolge la sagra della cuccia. Si tratta di un voto che molte persone fanno in onore di San Giuseppe per grazia ricevuta. Gli altari vengono addobbati nel migliore dei modi e con massima dovizia di cibi.
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