Paternò, in breve
Paternò (AFI: /paterˈnɔ/) è un comune italiano di 44 369 abitanti, città capo-comprensorio dell'area nord-occidentale o Simeto-Etnea della Città metropolitana di Catania. della città metropolitana di Catania in Sicilia. Situata nella parte orientale dell'isola, più precisamente nel lato sudoccidentale a ridosso del vulcano Etna, dista 18,4 km da Catania, capoluogo di provincia, e 183,7 km da Palermo, capoluogo di regione. Sorge nella zona di un sito dove fino al II secolo a.C. sorgeva l'antico villaggio siculo di Hybla Gereatis, nel corso della sua storia seguì le vicissitudini della Sicilia.
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Il popolamento e la fondazione di un centro abitato nel sito su cui sorge l'odierna città di Paternò, di origine vulcanica, risalgono all'età di Thapsos. In origine dovette trattarsi di un villaggio dei Sicani, i quali sarebbero stati successivamente cacciati dai Siculi, che vi si insediarono intorno al IV millennio a.C., sfruttarono il tipo di superficie per cavare dalle rocce i blocchi di lava ed estrarre gli utensili da lavoro e le macine, e vi costruirono edifici sulla parte sommitale del colle vulcanico. Il villaggio assunse il nome di Hybla (Ὕβλα), che per distinguerlo dalle altre città siciliane con lo stesso nome, fu chiamato Hybla Gereatis (o Hybla Major). Nella stessa epoca e nella stessa area, sorse probabilmente il villaggio di Inessa (Ἴνησσα).
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Chiesa del Carmine (XIV secolo), inizialmente intitolata al culto della Madonna della Catena. Donata dai Principi di Paternò all'Ordine dei Carmelitani nel 1573, assunse l'attuale denominazione e fu sede fino ai primi dell'Ottocento di un monastero e di un ospedale; Chiesa del Pantheon (XVII secolo), in origine chiesa intitolata a Gesù e Maria, che ospita la sepoltura dei militari paternesi caduti nella prima guerra mondiale; Chiesa del Sacro Cuore di Gesù (1975), ospitata all'interno di un edificio prefabbricato nel quartiere Ardizzone; Chiesa del Santissimo Crocifisso (1710), detta anche "Chiesa Nuova", piccola chiesa fondata dal nobile locale Fabrizio Bellia, che sul lato sinistro della facciata presenta una statua di papa Giovanni Paolo II;
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L'Archivio Storico Comunale di Paternò ha sede nel palazzo municipale in via Parco del Sole, nel quartiere Ardizzone. In esso sono conservati tutti i documenti storici del Comune di Paternò (1562-1995), della Congregazione di carità di Paternò (1886-1940), dell'Ente comunale di assistenza (1937-1970), delle Opere pie di Paternò (1825-1948), gli atti dello Stato civile del Comune di Paternò (1820-2006), e il registro delle sentenze dell'Ufficio di conciliazione di Paternò (1845).
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La cucina paternese è pressoché identica a quella tipica dell'area etnea, ma ha delle peculiarità per ciò che riguarda la tradizione dolciaria. Tipico dolce natalizio è la luna, a forma di mezzaluna ripiena di fichi secchi, miele, arance, mandarini e limoni canditi, pinoli, noci, mandorle, uva passa e cannella. In occasione della Pasqua, la specialità dolciaria è rappresentata dal ciciliu, uova di gallina ornate con figure di pasta. Altra peculiarità prettamente paternese sono le cassatelle che differiscono da quelle diffuse in tutta l'isola (fagottini al ripieno di ricotta) essendo formate da 2 biscotti farciti di crema e nella parte superiore glassati con una tipica decorazione (il più delle volte una chiave di violino).
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Paternò è da sempre uno dei maggiori centri agricoli della provincia di Catania: in passato l'agricoltura ha costituito il settore primario nell'economia paternese. Tuttavia però, con la terziarizzazione dell'economia verificatasi degli ultimi decenni, il primo settore è rappresentato dalle imprese attive nel commercio (39,8%), seguite da quelle attive nell'agricoltura (18,6%), nell'edilizia (16,2%), nel settore manifatturiero (8,6%), e il resto da servizi, trasporti, ecc. (16,8%). L'agricoltura costituisce tradizionalmente il più importante settore produttivo dell'economia di Paternò.
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Paternò è un centro urbano di medio-piccole dimensioni situato nell'entroterra etneo, nell'estrema parte occidentale del territorio della città metropolitana di Catania, al confine con il libero consorzio comunale di Enna. Il suo territorio ha un'estensione di 144,68 km², l'ottava tra i comuni della sua provincia. Confina a nord con Biancavilla, Santa Maria di Licodia e Ragalna, a ovest con Centuripe, in provincia di Enna, a est con Belpasso, a sud con Castel di Iudica e Ramacca, appartenenti al distretto del Calatino. Il territorio di Paternò è situato alle pendici sudoccidentali dell'Etna.
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