Gravina di Catania, in breve
Gravina di Catania (AFI: [ɡraˈviːna/diː/kaˈtaːnja/]; Prachi in siciliano) è un comune italiano di 25 199 abitanti della città metropolitana di Catania in Sicilia. Situata nella parte meridionale del vulcano Etna, dista 9 km da Catania, capoluogo di provincia, e 214 km da Palermo, capoluogo di regione. Fino alla seconda metà del XVII secolo, fu un antico casale catanese con il nome di Plachi, e trae il nome dal casato nobiliare dei Gravina, di Gravina in Puglia che la possedette dal 1646, e con la quale divenne principato.
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Le origini della cittadina risalrebbero all'età antica, ad un villaggio menzionato nel I secolo a.C., da Diodoro Siculo, con il nome di Piakos (Πιακοσ), di probabile fondazione sicula, e indicato anche col nome Trinakie (Τρινακιε) da parte dello storico Santo Mazzarino nel XX secolo. Secondo lo stesso Mazzarino, Piakos o Trinakie, divenne uno dei villaggi siculi più forti, e ciò spinse Dionisio I, tiranno di Siracusa, a muovere guerra contro di essa nel 404 a.C.: la guerra fu vinta dai Siracusani che saccheggiarono e distrussero il villaggio. Piakos fu successivamente ripopolata da genti provenienti da Naxos e Katane, distrutte dai Siracusani nel 403 a.C..
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Il territorio di Gravina di Catania non presenta beni monumentali di particolare rilievo architettonico, e gli edifici situati nella parte antica presentano in massima parte uno stile rurale. Particolare importanza riveste la Chiesa di Sant'Antonio di Padova, il maggiore luogo di culto della cittadina, situata lungo la Via Etnea, edificata nel XVI secolo come suffraganea della Chiesa sacramentale di San Nicola di Mascalucia, e divenuta a sua volta chiesa autonoma nel 1579 per decreto del vescovo Vincenzo Cutelli. Distrutta dal terremoto del 1693, fu ricostruita in stile barocco, ma andata successivamente in rovina, venne nuovamente ricostruita tra il 1852 e il 1860, ed eretta a parrocchia nel 1926.
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A Gravina di Catania si trova una biblioteca comunale, ubicata presso il Centro Civico, che dispone di un patrimonio formato da 12.000 volumi e riviste. Nel territorio di Gravina sono presenti 6 scuole dell'infanzia, 5 scuole di istruzione primaria, 4 scuole di istruzione secondaria di primo grado, e 1 scuole di istruzione secondaria di secondo grado (liceo delle scienze umane). Dei 16 edifici scolastici presenti a Gravina, 9 sorgono nei popolosi rioni di Fasano e San Paolo. A Gravina di Catania, dal 2012 nel mese di settembre, ha luogo il Festival della Birra, che si svolge all'interno del centro commerciale Katané. Dal 2018, nel periodo natalizio, si svolge una mostra sull'artigianato denominata "ArtigiàNatale", nel quartiere San Paolo.
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Prima della grande urbanizzazione, il territorio di Gravina di Catania era caratterizzato dalla presenza di vaste aree agricole. L'agricoltura era infatti il principale settore economico della cittadina etnea fino alla prima metà del XX secolo, e consisteva nella coltivazione di agrumi, ficodindia, mandorle, olive ed uva. Molto importante anche l'artigianato, la produzione del vino, e l'estrazione e lavorazione della pietra rossa. L'economia di Gravina risulta essere molto terziarizzata, e prevale il settore del commercio e dei servizi.
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Gravina di Catania è collocata nella parte centrale del territorio della Città metropolitana di Catania. Il suo territorio ha un'estensione di 5,15 km², la terza più piccola tra i comuni della sua provincia. Confina a nord con Mascalucia, a ovest e a sud con Catania, e ad est con Sant'Agata li Battiati e Tremestieri Etneo. Situata nella parte meridionale dell'Etna, in una zona di pianura, dal punto di vista morfologico il suo territorio risulta essere collinare nella sua parte superiore; la sua altitudine media è di 355 m s.l.m., che varia da una quota minima di 180 m s.l.m. nella sua parte occidentale, a una quota massima di 400 m s.l.m., nella parte settentrionale.
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