Zafferana Etnea, in breve
Zafferana Etnea ('a Zafarana in siciliano) è un comune italiano di 9 328 abitanti della città metropolitana di Catania in Sicilia. Fa parte del Parco dell'Etna.
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Il territorio di Zafferana Etnea era attraversato, fin dal tempo dell'occupazione romana, da un importante asse viario che collegava la città di Tauromenium a quella di Katane, costituendo un percorso alternativo alla via Consolare Pompeia che costeggiava il litorale jonico. Questa strada pedemontana consentiva lo spostamento dei soldati romani al riparo dagli attacchi nemici e permetteva di raggiungere e attraversare l'imponente Bosco d'Aci, la cui legna veniva utilizzata per la costruzione delle navi.
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La chiesa madre di Santa Maria della Provvidenza è il monumento più importante della città. Iniziata nel 1731 è stata più volte danneggiata e resa inagibile da terremoti, l'ultima volta dal sisma del 1984. Il suo prospetto, realizzato nel XX secolo, è in pietra bianca di Siracusa. Al suo interno conserva opere di Giuseppe Sciuti. Chiesa di Santa Maria delle Grazie, filiale della chiesa madre. Chiesa parrocchiale Maria SS. del Rosario, frazione Fleri. Chiesa parrocchiale San Giuseppe, frazione Pisano Etneo. Chiesa parrocchiale San Vincenzo Ferreri (nuova), contrada Sarro. Chiesa San Vincenzo Ferreri (vecchia), contrada Sarro. Chiesa Santa Maria del Buon Consiglio, contrada Spoligni. Chiesa dell'Annunziatella, contrada Pisanello (diroccata, proprietà privata).
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Prestigioso evento culturale nato nel 1967 per desiderio di importanti nomi della letteratura e del giornalismo italiani: Dacia Maraini, Pier Paolo Pasolini, Leonardo Sciascia, Vanni Ronsisvalle e molti altri ancora. Il Convegno-Premio si prefigge di commemorare la vita e le opere del grande scrittore siciliano Vitaliano Brancati, che a Zafferana Etnea amava soggiornare, ritenendo la cittadina il luogo ideale per dare voce alla sua “Ninfa ispiratrice”. Zafferana diviene così, ogni anno, la sede culturale di un importante momento di dialogo e di confronto sui temi della cultura, nazionali ed internazionali.
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Zeppole di san Giuseppe (Zzippuli di san Gnuseppi), un impasto di farina riso e scorza di arancia fritto, vengono consumate ricoperte di miele e zucchero a velo e cannella. Sciatore (Sciatori), biscotto secco ricoperto di cioccolato (invenzione zafferanese). Zeppole di riso (Zzipuli), nodi di riso fritti e ricoperti di miele. Foglie da tè (Fogghi), sottili foglie alla mandorla, al pistacchio o alle nocciole (invenzione zafferanese). Ossa dei morti (Ossa de' motti), biscotti duri tipici del mese di novembre. Ciambella con l'uovo (Cudduruni ccù l'ovu), tipica del periodo pasquale. Paste di mandorla (Pasti 'i mennula), ma anche al pistacchio, alle nocciole, all'arancia, ecc. Frutta martorana (anche Pasta reale), pasta di mandorla modellata a forma di frutta.
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Tra i mestieri che appartengono ormai alla memoria delle tradizioni e degli usi popolari, è necessario ricordare l'importante figura dei carbonai e dei venditori di ghiaccio. Il carbone richiedeva una lavorazione del tutto particolare che obbligava gli operai alla permanenza per alcuni giorni in montagna, e che prevedeva la raccolta della legna ed il suo incenerimento attraverso tecniche tipiche di combustione per mezzo dei cosiddetti “fussuna”, montagnole di legna ricoperte di terra.
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Zafferana Etnea sorge a 580 m. s.l.m., alle pendici orientali dell'Etna, il vulcano attivo più grande d'Europa. Si estende fino alla vetta sommitale del vulcano, includendo nel proprio territorio paesaggi di inestimabile bellezza naturalistica, dai fitti boschi alle distese di deserto lavico. È uno dei comuni del Parco regionale dell'Etna e nel suo territorio rientrano le tre grandi valli che secondo accreditate ipotesi rappresentano la testimonianza della sequenza della genesi del vulcano: Valle del Bove, Val Calanna e Valle San Giacomo.
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