Nicolosi, in breve
Nicolosi (Niculosi in siciliano) è un comune italiano di 7 697 abitanti della città metropolitana di Catania in Sicilia.
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Deve probabilmente (non è possibile accertarlo in modo assoluto perché non ci è stata tramandata nessuna documentazione certa in proposito) il suo nome al monastero benedettino di San Nicolò, situato nel suo territorio fin dal 1359. Il luogo scelto fu quello dove era già esistente dal XII secolo un ospizio (hospitalem) per i monaci infermi, che aveva ospitato nel 1341 la regina Eleonora d'Angiò che ivi spirò il 9 agosto di quell'anno. Per tutto il periodo che precedette la conquista normanna (1061-1091), il territorio su cui in seguito sarebbe sorto il paese era occupato da boschi.
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Monastero di San Nicolò l'Arena, restaurato recentemente, dal marzo del 2005 è sede dell'Ente Parco dell'Etna. Chiesa madre; intitolata allo Spirito Santo è la chiesa principale della città. Chiesa S. Maria delle Grazie. Chiesa del Carmelo: La Chiesa della Madonna del Carmelo (o Chiesa della Madonna del Carmine) è una Chiesa ubicata nella parte antica del paese e si innalza al culmine di una bella scalinata. Edificata nel 1724, venne intitolata alla Madonna del Carmelo Chiesa di S. Giuseppe; secondo alcune fonti, che considerano gli aspetti delle linee strutturali simili alla chiesa madre, l'architetto potrebbe essere il Vaccarini o un suo allievo, uno dei tanti che operarono a Catania dopo l'eruzione del 1669 ed il terremoto del 1693.
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Nicolosi è rinomata per un pane nero realizzato con semola di segale: il pane nero di Immanu, il termine deriverebbe da irmana, irmanu, germanico che indica l'origine del cereale. Durante le carestie, per la natura rustica della specie, riusciva comunque a sfamare la popolazione. Nella seconda guerra mondiale la segale non era soggetta al razionamento per cui, sempre nelle aree etnee, si diffuse ampiamente. Probabilmente i primi semi vennero introdotti dalla Germania dagli stessi monaci Benedettini che intorno al XIV secolo avevano fondato il monastero di S. Nicolò: La gastronomia nicolosita tradizionale trae le proprie origini dalla cultura contadina ed è basata su piatti "poveri", semplici e genuini basati sulla agricoltura locale.
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L'economia del paese è sicuramente basata sull'agricoltura (si producono cereali, frumento, ortaggi, uva, olive, agrumi e altra frutta); oltre alla selvicoltura, si pratica anche l'allevamento di ovini con una piccola ma interessante produzione di formaggi di pecora (ricotta, tuma, primo sale, pecorino pepato). È presente una piccola industria costituita da aziende di piccole dimensioni che operano nei comparti: alimentare, metallurgico, dell'estrazione dell'argilla, della ghiaia e della sabbia vulcanica, nella produzione di inerti lavici per l'edilizia, nella lavorazione del basalto e del legno.
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Il paese sorge alle pendici dell'Etna, a sud del Vulcano attivo più alto d'Europa, tra vari coni piroclastici, i più importanti dei quali sono i Monti Rossi e la collina di Mompileri. Il territorio comunale si estende fino alla sommità dell'edificio vulcanico. Ospita la sede del Parco dell'Etna. Per la sua strategica e baricentrica posizione tra il mare ed il vulcano, Nicolosi rappresenta storicamente la "porta dell'Etna" e così viene spesso anche identificato. L'altitudine influenza il clima della cittadina. L'estate è molto più temperata e fresca rispetto alla costa ionica catanese, l'inverno è più rigido e nevica in media un paio di volte all'anno.
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