Sant'Alfio, in breve
Sant'Alfio (Sant'Affiu a Vara o semplicemente Sant'Affiu in siciliano) è un comune italiano di 1 505 abitanti della città metropolitana di Catania in Sicilia.
Testo da Wikipedia, licenza CC BY-SA.
Le origini del paese risalgono alla fine del XVII secolo, quando alcuni proprietari acesi e catanesi, ottennuta dal Vescovo di Catania la concessione in enfiteusi di notevoli appezzamenti di terreno sul versante sud-orientale dell'Etna, nel territorio di Mascali, costruirono i primi caseggiati rurali. Risale, invece, agli inizi del XVIII secolo la costruzione del centro cittadino sorto attorno alla Chiesa Madre. Nel 1815 Giarre si staccò dalla Contea di Mascali portando con sè la borgata di Sant'Alfio, che costituiva una delle sette torri della contea. Solo nel 1923, ufficialmente nel 1925, divenne comune autonomo, staccandosi da Giarre, di cui era stato frazione dal 1815.
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Il centro storico del paese, segnato da vie anguste su cui si ergono i palazzi più importanti, mantiene pressoché inalterate le sue caratteristiche iniziali. La piazza Duomo è attorniata, oltre che dalla chiesa madre, da diversi palazzi patrizi, tra i quali quello del municipio, sito in via Vittorio Emanuele II. Da qui si giunge in via Monsignor Nicotra, che salendo diventa prima via Contarino e successivamente via delle Scuole. Su quest'ultima si apre infine via Armando Diaz dove è ubicata la chiesa del Calvario. Continuando a salire è facile raggiungere il quartiere di Nucifori, il cui aspetto particolare è la copertura dell'asse viario con delle lastre prodotte in pietra lavica.
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Il paese di Sant'Alfio dedica la prima domenica di maggio al festeggiamento dei suoi santi patroni Alfio, Filadelfo e Cirino con intense cerimonie religiose. Queste hanno inizio sin dall'ultima domenica di aprile, denominata dai paesani la domenica dell'entrata, a sottintendere l'entrata nel cuore dei festeggiamenti. A dare ufficialmente il via alle celebrazioni è uno spettacolo pirotecnico che con 100 spari alle ore 12:00 in punto annuncia l'evento al paese. A partire da questo giorno le sere dei due giovedì e i due venerdì che precedono la festa vera e propria, si accende davanti alle case un piccolo falò chiamato a dera, dal nome della legna resinosa che viene usata per accendere il fuoco stesso.
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Il vino è il prodotto più caratteristico e la sua produzione vinicola si sta rivalutando. A essa si è aggiunta l'attività di promozione turistica della zona dell'Etna e del suo parco.
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